Il messaggio di Bruxelles: in Europa il business segue le regole europee

INNOCENZO GENNA (*)

La decisione della Commissione Europea comporta due importanti implicazioni: la prima è quella di confermare l’assoggettamento delle grandi piattaforme online, non solo Google, alle norme antitrust europee, indipendentemente da dove siano localizzati gli headquarters di tali società, dalla globalità dei loro mercati e dal continuo sviluppo della tecnologia e dei servizi. Chi fa business in Europa è soggetto alla regole europee. Il commissario Vestager lancia quindi un importante avvertimento ai giganti del web che li costringerà a maggiori cautele non solo nei comportamenti commerciali classici, ma anche in settori limitrofi come la data protection e la tassazione, aree dove Dg Comp (il direttorato della Vestager) ha già dichiarato di voler esercitare i propri poteri, anche sanzionatori.

La seconda implicazione è programmatica: la decisione di oggi conferma la necessità di intervenire con un quadro di regole stabili e generali per disciplinare i rapporti tra piattaforme online ed imprese clienti o concorrenti,poiché la lunghezza temporale e la specificità dei procedimenti antitrust non consente di risolvere i problemi in maniera generale e strutturale. La Commissione europea, attraverso la Dg Connect, un direttorato parallelo alla Dg Comp che ha condannato Google, sta appunto preparando una proposta legislativa che dovrebbe essere annunciata a fine anno. Tale iniziativa predisporrà un set di regole ex-ante che faranno chiarezza circa determinati comportamenti commerciali delle piattaforme online, compresi i motori di ricerca, verosimilmente riducendo l’ambito per potenziali abusi assoggettabili alle norme antitrust europee. La decisione di oggi di Dg Comp stabilisce una serie di principi che sicuramente troveranno eco nella futura regolamentazione delle piattaforme online.

 

(*) esperto di regolamentazione europea del digitale

2017-06-28T16:11:54+00:00 28 Giugno, 2017|Press|