Telefonate moleste, non c’era il consenso: il Garante blocca un milione di numeri

Il maxi archivio utilizzato nel 2017 da società in Veneto per le chiamate pubblicitarie a scopo “odontoiatrico”
26 luglio 2017

ROMA. La prima risposta è stata: «Abbiamo il suo numero perché avrà sottoscritto una carta fedeltà». La seconda, a seguire, è stata: «Ha registrato i suoi dati su qualche sito web». Né l’una, né l’altra. Risposte «non veritiere» le definisce il Garante della Privacy. Che “sigilla” un archivio con un milione di numeri telefonici a una società (anzi due) di Padova. Li utilizzavano per le chiamate commerciali moleste. Comunque non autorizzate: non avevano mai verificato se le utenze inserite in questi elenchi fossero iscritte al Registro delle Opposizioni. E si fossero, quindi, dotate dello scudo (l’unico esistente in Italia) contro il telemarketing.
STOP ALLE TELEFONATE MOLESTE: FIRMA LA PETIZIONE
LE TELEFONATE REGISTRATE
Ancora il Garante non ha emesso una sanzione contro questa società specializzata in telemarketing odontoiatrico: in telefonate (o messaggi) che propongono ai clienti visite odontoiatriche gratis per sé o per un familiare. In compenso, da subito l’Autorità le impedisce di continuare a utilizzare gli elenchi con cui finora ha svolto la campagne promozionali. E questo grazie a due segnalazioni arrivate a marzo. Che fanno scattare gli accertamenti. La prima arriva il 7 marzo, tramite l’Ordine dei medici e odontoiatri di Padova. La seconda arriva il 17 marzo, da un privato che fornisce anche la registrazione di due chiamate commerciali del 6 e dell’8 marzo. Le telefonate registrate effettuate a un cellulare dalla Clinica odontoiatrica “Idea Sorriso” che riferiva le informazioni non veritiere – secondo quanto riferisce il Garante – circa l’acquisizione dei dati del potenziale cliente. In seguito alle segnalazioni, allora, l’Autorità della Privacy inizia una serie di verifiche per capire se l’acquisizione dei dati dei clienti contattati fosse stata effettuata in modo corretto e se anche il trattamento fosse stata effettuato in modo corretto.
IL SUPER ARCHIVIO
Gli accertamenti, fra aprile e maggio, consentono di accertare – secondo quanto si legge nel provvedimento adottato dal Garante – che la Idea Sorriso srl «proprietaria dell’omonimo marchio» effettua attività di marketing nel settore sanitario «in particolare con riguardo a servizi odontoiatrici»; che svolge questa attività esclusivamente nell’interesse di Mingardi Medical Center (con cui condivide anche l’indirizzo); che con MMc condivide pure l’archivio dei numeri di telefono da utilizzare per il marketing. Addirittura, in seguito alle ispezioni effettuate, il Garante rileva l’esistenza di un server (Ideasorriserver) nel quale «vengono rinvenuti numerosi file contenenti (oltre alle numerazioni necessarie per gestire gli appuntamenti anche richiesti) le utenze fisse e mobili utilizzate per l’attività di telemarketing». Dopo il rinvenimento di questo server – scrive il Garante – la società ha modificato le proprie dichiarazioni «riconoscendo che alcuni file contententi liste di numerazioni sia fisse sia mobili relative a circa un milione di utenti, arricchite di informazioni sulla fascia di età, suddivise per città/provincia, erano stati consegnati, sulla base di accordi contrattuali a Idea Sorriso su supporti Usb dalla succursale di una determinata società che ne avrebbe assicurato la legittima raccolta. Idea Sorriso ha anche riconosciuto che tali numerazioni erano state utilizzate per effettuare chiamate promozionali fra gennaio e marzo 2017».
LE VERIFICHE MAI FATTE
Il Garante, però, rileva anche che Idea Sorriso – in quanto titolare del trattamento dei dati – avrebbe dovuto verificare la reale «utilizzabilità delle numerazioni acquisite, con particolare riferimento al controllo preventivo dell’eventuale iscrizione dei numeri al Registro delle Opposizioni. Ma la società non è stata in grado di fornire alcuna prova sull’effettuazione delle necessarie verifiche tramite il registro delle Opposizioni, essendosi la società limitata a dare credito a quanto ossertito dal fornitore delle liste». Insomma, la Idea Sorriso ha creduto che i numeri inseriti nelle liste ricevuto avessero tutti il consenso dei proprietari all’uso per scopo commerciale. Invece le segnalazioni hanno dimostrato il contrario. Da qui la conclusione del Garante che le due società «in modo promiscuo, abbiano effettuato il trattamento dei dati personali per finalità di marketing nell’inosservanza della disciplina della protezione dei dati personali». Infatti, fra i vari comportamenti accertati, c’è anche l’abitudine delle due società (Idea Sorriso srl e Mmc) a «effettuare riunioni periodiche (riunioni semestrali)» proprio per definire «campagne di telemarketing nei confronti di utenti i cui numeri fissi e mobili sono stati presi da elenchi pubblici, in particolare dalle Pagine bianche e dalle chiavette fornite dalla società (non citata)». Da

qui la decisione dell’Autorità Garante di vietare l’utilizzo dei dati raccolti «per finalità promozionali». Si riserva, inoltre, di verificare la possibilità di sanzionare le due società. Ma ricorda anche che c’è la possibilità di presentare ricorso in tribunale contro questo provvedimento.

2017-07-27T17:50:15+00:00 27 Luglio, 2017|Press|