Così il Davide Sanitbook ha battuto il gigante Facebook –di Marta Paris 09 agosto 2017

Davide “batte” Golia, anche ai tempi dei social. Il gigante americano del web contro una piattaforma italiana per lo scambio di informazioni mediche. Facebook contro Sanitbook in nome di un suffisso comune che avrebbe potuto confondere gli utenti. Ma l’epilogo è quello biblico. Con il portale italiano che, alla fine di una vicenda passata anche per l’ufficio della Ue per la tutela e la proprietà intellettuale, ha ottenuto il libero utilizzo del suo marchio, pur con qualche restrizione.

Facebook contro Sanitbook per colpa di un suffisso
Nel 2015 Facebook aveva contestato all’EuIpo l’iscrizione del marchio italiano Sanitbook. Marchio di proprietà che identifica una piattaforma online fornitrice di servizi nella sanità pubblica e privata, dedicata a pazienti medici, strutture sanitarie e operatori del settore salute dove gli utenti possono registrarsi e collegarsi per accedere a uno spazio di archiviazione delle proprie cartelle cliniche con la possibilità di condividere le informazioni. Per il colosso americano una violazione dei diritti sui marchi commerciali, dato che il portale cui attribuiva natura di social network era in grado di ostacolare il traffico degli internauti verso Facebook. Grazie a una sovrapposizione del suffisso book che secondo la società statunitense, «titolare forte», avrebbe generato uno stato di confusione tale da pregiudicare la reputazione e il carattere distintivo del proprio marchio.

La carta del «non» social
Sanitbook ha respinto le accuse al mittente giocando la sua difesa sulla diversità della natura e gli obiettivi delle due piattaforme: l’una, Facebook, un social-network che mette in comunicazione «persone per i motivi e con le modalità più disparate» utilizzato da utenti eterogenei e per finalità di svago o di natura essenzialmente commerciale. L’altra che utilizza internet per mettere in comunicazione «una stretta cerchia di individui, qualificati da una specifica posizione: medico e paziente per grantire ausilio del primo nei confronti del secondo all’interno di un territorio al momento molto ristretto», cioè quello della Capitale. In nessun modo dunque, è stata la tesi dei legali italiani, i due portali potevano essere confusi.

La soluzione “extragiudiziale”
Dopo una prima fase difensiva davanti all’ufficio marchi della Ue i due contendenti hanno scelto la strada della transazione “extragiudiziale”. E la difesa di Sanitbook si è giocata sul filo del significato semantico dei termini. Conservando l’utilizzo del proprio marchio ma cedendo al colosso americano una parte di “sovranità”, ininfluente per le funzionalità sottese alla piattaforma medica. Nessun ostacolo dunque all’utilizzo di marchio ma solo per quello che riguarda in senso stretto l’utilizzo dei dati in ambito medico-clinico. Con il risultato per Facebook di aver ottenuto una restrizione a Sanitbook come social network, e per la piattaforma italiana di vedersi riconosciuta la legittimità dello sfruttamento dei propri segni distintivi in ambito clinico escludendo relazioni in tale ambito del il colosso americano .

2017-08-10T17:12:31+00:00 10 Agosto, 2017|Press|