Il Garante privacy Ue:’Sono i meccanismi italiani che non funzionano, non le sue regole” 18 settembre 2017

Secondo Buttarelli, Garante europeo della protezione dei dati personali, in Italia, in materia di intercettazioni, siamo sempre al punto di partenza

Come magistrato, in materia di intercettazioni ho collaborato con otto diversi ministri della Giustizia e mi stupisce che non si sia mai riusciti a trovare la quadra: dopo vent’anni di scontri siamo sempre al punto di partenza». Giovanni Buttarelli, Garante europeo della protezione dei dati personali, di stanza a Bruxelles, parla del contorno di polemiche che hanno segnato l’inizio dell’iter per l’esercizio della delega per la riforma delle norme sulle intercettazioni. Il primo passo a inizio settembre, quando il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha consegnato a giornalisti, avvocati e giudici una bozza di lavoro. Obiettivo: arrivare entro i primi di novembre a un testo il più possibile condiviso. Ma per Buttarelli, le norme contro gli abusi nell’uso delle trascrizioni “esistono già”, e“un paese in buono stato non dovrebbe imbarcarsi in un approfondito procedimento legislativo” per superare problemi arginabili con le leggi in vigore.

Essenzialità e Codice dei giornalisti
Per fare un esempio concreto il Garante Ue cita il Codice deontologico dei giornalisti, che «non contiene solo buone pratiche ma vere e proprie regole di rilevanza giuridica che fondano la legittimità del trattamento dei dati» da parte dei professionisti dell’informazione. L’articolo 6 parla dell’essenzialità dell’informazione: divulgare notizie di rilevante interesse pubblico non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l’informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell’originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti. Quanto alla sfera privata di persone note o pubbliche, questa deve sempre essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica. Principi che per Buttarelli i giornalisti italiani dimenticano troppo spesso. Non è “essenziale”, per esempio, «la divulgazione di paginate di trascrizioni integrali di intercettazioni come avvenne nel caso di Vallettopoli e Calciopoli, con interi libri di soli virgolettati venduti in edicola. Questa è una patologia tutta italiana che dovrebbe far riflettere». Cosa nasconde questo comportamento? «Sembra quasi che non ci sia fiducia nel fatto che i fatti siano accertati tempestivamente in sede processuale. Quindi si imbastisce un giudizio davanti all’opinione pubblica per supplire alle difficoltà del sistema giudiziario», sottolinea Buttarelli.

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Fonte: ilsole24ore.com | di Vittorio Nuti
2017-09-21T16:47:37+00:00 21 Settembre, 2017|Press|